E' nata "La Giraffa".
Far nascere una newsletter quando i dati sui lettori, in Italia, non sono confortanti, appare una sfida perdente. Forse lo è, lo sarà, ma le sfide hanno il carattere dell’imprevisto e nell’inaspettato noi puntiamo dedicando la nostra energia a rendere la Giraffa interessante per chi si occupa direttamente o indirettamente di educazione, ovvero per tutti.
Far nascere la Giraffa mentre a Gaza i bambini e gli adulti muoiono sterminati e incolpevoli pare utopico: scrivere di educazione quando da ogni parte si fa largo la violenza anche gratuita pare esercizio di stile, parole vane che cascheranno nel gran calderone dei troppi detti e ridetti.
Ma questo sappiamo fare, abbiamo trascorso la nostra vita da educatori, docenti, genitori sempre a cercare una guida per educare bambini, ragazzini, ragazzi, figli, amici, genitori, sempre a credere nel pensiero e nell’azione pedagogica come cura per migliorare la vita dei singoli nelle comunità.
Possiamo dunque decidere di riflettere sulle cause, le modalità, gli esiti, la genesi dei processi formativi oppure lasciare che i percorsi di crescita siano alla mercé di altre ragioni. economiche, politiche, irrazionali.
Possiamo lasciare che un sistema il cui funzionamento si basa sul consumo quanto più compulsivo e sulla contestuale remissività dei consumatori prenda il timone educativo/formativo e imposti il futuro dei giovani su quelle caratteristiche o combattere una guerra nella quale siamo deboli in quanto ad armamenti ma forti nelle idee, nella finalità, nella passione.
In questo scenario la Giraffa e il suo lungo collo si pongono l’obiettivo di innalzare la vista, conoscere il nemico come trasformati in un drone biologico, osservando il flusso educativo che ci circonda nelle savane delle nostre città, nel rimbombare mediatico, nella tecnologia e nella famiglia, nella scuola e nei gruppi formali o informali.
E zoomando sulle azioni o sulle inazioni la nostra Giraffa si pone l’obiettivo di evidenziare quelle che incidono sulla formazione, in particolare dei giovani e ha la presupponenza, dall’alto del suo lungo collo, di distinguere l’erba buona da quella insapore o ancor più da quella tossica.
La Giraffa nasce nell’ambito dell’esperienza più che ventennale, sui temi e sull’esperienza educativa della Cooperativa Cresco, nasce con il fondamentale contributo grafico degli studenti del Caterina da Siena capitanati da Francesca e con il contributo nei contenuti di tutti coloro che avranno da dire e da scrivere.
Ogni numero si svilupperà su un tema, un argomento che sarà occasione, speculum per esplorare le correnti educative superficiali e quelle sotterranee, per affrontare argomenti dell’attualità diserbandoli dalle infestanti ma valorizzando le erbacce medesime quando fosse il caso.
Il primo numero verte sul Gioco, nei processi educativi, inteso nelle varianti e nelle sfumature che abbiamo raccolto. Alcune rubriche vogliono strutturarsi come fisse, altre come più estemporanee ma saranno gli eventuali lettori a dettare le nostre scelte, per cui, come le giraffe che dormono solo qualche minuto più volte al giorno per non perdere di vista i predatori, anche noi staremo vigili e svegli a cogliere suggerimenti, critiche, idee perché la Giraffa possa proteggere quel senso critico che resta una delle poche speranze di difesa individuale e di gruppo nel disegno ovino che il sistema dipinge per noi.
Il gioco è luogo e tempo caratteristico per mettere radici nella creatività, nell’invenzione personale, nell’estemporaneità dell’improvvisazione. É questa la dimensione del gioco che vogliamo sostenere contrapponendolo al gioco passivo, deciso da altri, che seda e non suda, che va dove vuole e non dove voglio, che mi riempie di premi fittizi e non di un sorriso, di quel sorriso di quando libero tutti a nascondino.
La Giraffa ha pochissimi predatori ma molti estimatori, speriamo di esserne all’altezza!